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Napoli non è tradizionalmente una città veloce nei cambiamenti culturali. Dobbiamo quindi ammettere che tra i tanti modernismi della nostra società, anche l'essere SINGLE a Napoli sembra essere una anomalia. Di fatto è molto diffusa, senza un reale motivo, l'idea che essere in coppia sia lo stato più normale.

La realtà sociale dimostra invece che sono in costante aumento i Single.

C'è chi lo è per scelta, chi torna ad esserlo quando la coppia "scoppia", ma la realtà è che in tanti hanno deciso di non accontentarsi di una realtà di coppia che molto spesso diventa stretta oppure semplicemente c'è voglia di quella libertà che sembra mancare alla vita di tante persone che per consuetudine devono per forza fare coppia fissa.

NapoliSingle è un sito che vuole fornire, in un habitat non predisposto, notizie ed informazioni a chi vuole essere Single a Napoli e goderne a pieno! Troverete molte informazioni generiche, ma anche suggerimenti per eventi, spettacoli e corsi che renderanno la vostra vita libera ed interessante! :D

La Pasticceria Bellavia riapre nel cuore del Vomero

Ecco dove!

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"Pittat",l'amore per il Napoli attraverso i murales raccontato da Riccardo Giammarino

Da sempre l'antichissima arte della pittura rappresenta un modo di comunicare e di tramandare ai posteri le tracce della propria cultura : anche la rivalsa sociale di Napoli espressa attraverso il calcio è stata suggellata con murales e graffiti come segno indelebile di una parte di storia orgogliosamente partenopea. "Pittat", opera prima del giovane giornalista Riccardo Giammarino, ripercorre le gloriose vicende della Ssc Napoli lasciandole raccontare ai muri della città, dal centro alle periferie, 90 anni d'amore scanditi da scritte e colori, testimonianza della fusione tra passione ed arte che solo il popolo partenopeo può regalare.

Erdogan ed Ataturk usati come bersaglio in una esercitazione Nato. Turchia protesta

COPENAGHEN (NORVEGIA) - Incidente diplomatico tra Norvegia e Turchia, a causa delle esercitazioni Nato in corso nel Paese nordico, chiamate "Trident Javelin". Durante una esercitazione di tiro, i 40 soldati turchi aggregati all'esercitazione si sono trovati a sparare su sagome che raffiguravano il presidente Recep Tayyip Erdogan e Ataturk, considerato dai turchi "il padre della patria". Nonostante le scuse del segretario generale della Nato, Erdogan ha disposto il ritiro delle proprie truppe dall'esercitazione. In realtà, il problema è più profondo. La Turchia è sempre stata un corpo estraneo alla Nato, ma vi entrò perchè negli anni '40 e '50 serviva avere il controllo dello stretto dei Dardanelli per evitare attacchi navali nel Mediterraneo da parte delle navi russe di stanza a Sebastopoli, nell'attuale Ucraina occupata dalla Russia. Nel 2017 questa esigenza si sente sempre meno; e a molti Stati non è piaciuta l'evoluzione autoritaria (per non parlare di dittatura vera e propria) che Erdogan ha imposto al proprio Paese. A complicare le cose, gli stretti rapporti che Erdogan ha intessuto da sempre con Putin, sfociati in una fornitura di missili antiaerei S-400, preferiti ad una nuova fornitura di missili Patriot americani. 

Napoli: intero quartiere senz’acqua, grossa perdita sotto la villa comunale

L'intero quartiere di Chiaia, stamattina si è ritrovato senza acqua a causa di una grossa perdita sotto la Villa Comunale

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Belluno: cerca la madre, ma lei non la vuole vedere

FALCADE (BELLUNO) - Purtroppo il lieto fine è roba che sta solamente nelle favole, ma nella vita reale è estremamente raro. Se ne è accorta a sue spese Luisa Velluti, 29 anni, di Falcade, in provincia di Belluno. La ragazza è stata adottata alla nascita, quindi non conosce la sua vera famiglia. Ma da quattro anni ha cominciato a cercare la madre, per conoscerla. Prima ha cheisto informazioni al Tribunale, ma la madre aveva fatto togliere ogni dato che la riguardasse dal fascicolo per l'adozione. Allora ha lanciato appelli pubblici, chiedendo ed ottenendo l'aiuto di un giornale locale e della trasmissione "Chi l'ha visto". Uno sforzo che ha dato risultati, ma non come sperato. Infatti, la Velluti ha trovato una lettera nella sua cassetta della posta, che diceva: "Luisa, per me sei solo la più dolorosa ferita che ho avuto a 18 anni. Tutto sognavo e tutto potevo sperare, ma non certo la violenza che ho subìto e di cui tu sei simbolo. Non ho scelto io di chiamarti così né di averti". E poi l'aggiunta: "Non sbandierare una storia che non c'è, abbi rispetto per il mio dolore e la mia solitudine". Insomma, un no molto netto da parte della madre. Purtroppo è da comprendere il suo dolore, come è da comprendere che non voglia rivangare lo stupro subito, guardando la figlia avuta all'epoca. 

Roma: il Comune assume tre giornalisti abili nel fotoritocco

ROMA - Alla sindaca di Roma Virginia Raggi i giornalisti non bastano mai. Basta che siano sotto il suo controllo... Almeno così sembrerebbe visto che alla già numerosa schiera di giornalisti dipendenti del Comune o che hanno un contratto di consulenza, se ne aggiungeranno altri tre. Si tratta di tre giornalisti "iscritte alla categoria C", come spiega il bando, a cui sono chiesti svariati requisiti: buona conoscenza dei programmi di montaggio video e delle tecniche standard di ripresa audio-video in relazione alle attrezzature di ultima generazione; inoltre viene richiesta una ottima conoscenza dei programmi di editing e delle tecniche standard di fotoritocco. Sì, è scritto espressamente "fotoritocco". Si sa quanto il Movimento 5 Stelle si basi sulla propaganda via web, una progapaganda fatta di video e di foto distribuiti sui social network. E questi tre giornalisti dovranno, nella migliore delle ipotesi "migliorare" le foto fatte; nella peggiore, dovranno semplicemente cancellare tutto ciò che la Raggi o Grillo non vorranno che si veda. Ed è chiaro che è un tentativo di controllare l'informazione in città, per controbilanciare le tante foto e filmati fatti da cittadini che mostrano le strade rotte e piene di buche, i cassonetti strapieni e i marciapiedi pieni di spazzatura e di ambulanti. 

Milano: allarme per una finta bomba al Tribunale

MILANO - Allarme oggi pomeriggio per una chiamata alla Polizia che avvertiva della presenza di una bomba sotto la cancellata del Tribunale di Milano, in via Freguglia. Sembrava una bomba a mano ma, quando gli artificieri l'hanno potuta osservare da vicino, si sono accorti che non c'era esplosivo. Si trattava di un oggetto che, richiuso, aveva la forma di una bomba a mano (forse un macinino per la marijuana, ma lo si sta ancora analizzando).Sul posto è intervenuta la Polizia, la Digos e anche il procuratore aggiunto Alberto Nobili, capo del pool antiterrorismo. Anche se per ora si esclude la pista del terrorismo, che non sono soliti usare giocattolini del genere. 

Il buco nero della rete

  NAPOLI - Commercio di armi, spaccio di sostanze stupefacenti, cyberspionaggio,medicine fuorilegge, pedopornografia, prostituzione fisica e intellettuale. Da un’accurata analisi dei piú recenti fatti di cronaca è nato il volume del giornalista Livio Varriale “La prigione dell’umanità. Dal deep weeb al 4.0: le nuove carceri digitali” (Minerva Edizioni). Un saggio di grande rigore scientifico-investigativo ma soprattutto una guida contro tutti i pericoli che si annidano sopra e sotto la superficie di internet. Per analizzarne tutti gli aspetti dalle diverse angolazioni contenute nel volume (giuridiche, sociologiche, antropologiche e formative) mercoledì 22 Novembre alle ore 12 nell’aula magna dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli si svolgerà una tavola rotonda dedicata al tema “Il buco nero della rete. Dalla pedofilia al terrorismo: rischi e pericoli del web sommerso”.   Discuteranno, insieme con l’autore, il Pro Rettore del Suor Orsola, Mariavaleria del Tufo, direttore della Scuola di Specializzazione per le professioni legali, Ilaria Caggiano, docente di Diritto delle nuove tecnologie, Marta Palazzo, docente di Manipolazione mediatica, Fabrizio Manuel Sirignano, professore ordinario di Pedagogia sociale, il criminologo Maria Laura Cunzio e il sociologo Ciro Pizzo.   Presentazione del volume   “La parte clear della rete - scrive Varriale - è solo la punta dell’iceberg, una briciola infinitesimale, rispetto a un sommerso crescente, ormai popolato da siti che fanno riferimento a banche, governi, imprese multinazionali, cellule terroristiche, hacker senza scrupoli. Un esercito organizzato, una macchina criminale che si alimenta con scientifica e diabolica rapidità. I fatti più recenti della cronaca hanno dimostrato l’urgenza di analizzare e regolare questo fenomeno: sulla sicurezza si giocherà infatti il nostro futuro.”   Come una fogna, c’è una parte del web che esiste ma che noi non vediamo. E come una fogna nasconde insidie, brutture e un fascino sinistro. Là, nella fogna, raccontata da Livio Varriale nel suo libro, sguazzano topi di rete che trafficano qualsiasi cosa si possa vendere e comprare; e diversi mostri. Quella della fogna non è l’unica metafora utile a descrivere il deep web, il lato oscuro della rete. Un’altra, ancor più efficace, rende l’idea delle sue dimensioni: un enorme iceberg che si muove sotto la superficie di cui il clear, il web che tutti conosciamo, non è che la punta emersa. “Sott’acqua - scrive Varriale - puoi trovare di tutto: liberi pensatori e spacciatori di droga, sicari e sognatori, chi lotta per un mondo migliore e chi vende bambini, aziende normalissime e trafficanti di armi. Anarchici e criminali. Mentre su, nel cosiddetto clear web, si scatena una guerra condotta a colpi di app e nuove tecnologie, voluta da multinazionali decise a orientare i consumi acquisendo miliardi di dati e propinandoli tramite gli apparentemente innocui social network. In che mondo viviamo realmente?   È questo l’interrogativo da cui parte Livio Varriale in questo appassionato lavoro, frutto di un anno di esplorazione del deep web e di uno sguardo disincantato sul clear. Romanzo, inchiesta giornalistica e saggio al contempo, con lo scopo di essere una guida per i naviganti meno esperti. Magari anche per i genitori che a volte usano internet come baby sitter. Il volume racconta, a partire da un’esperienza diretta, i pericoli che stanno sopra e sotto la superficie di Internet, il vero tiranno del nostro tempo. Che, schermandosi dietro grafiche colorate e suggestivi viaggi virtuali, ci sta mettendo in gabbia. L’autore Livio Variale, napoletano classe 1982, ha una formazione composita: studi liceali classici, laurea in Economia del turismo ed esperienza informatica acquisita “sul campo” grazie a una lunga militanza nel settore dell’informazione.   Negli anni matura in particolare una grande conoscenza della rete e del mondo degli hacker. Poi diventa giornalista, autore televisivo ed esperto di comunicazione web e istituzionale. Ha fondato la società Aldebaran che offre servizi e consulenza nel settore informatico, audiovisivo, dell’informazione e della comunicazione. Già vicepresidente della sezione Editoria, Cultura e Spettacolo dell’Unione Industriali di Napoli, i suoi scoop giornalistici sono stati più volte ripresi dalle principali testate nazionali. Tra i vari riconoscimenti già ottenuti ci sono il premio “Giornalisti contro la Camorra” e il premio internazionale “Napoli”.    

Giappone: la società ferroviaria si scusa per il treno che parte con 20 secondi di anticipo

TOKYO (GIAPPONE) - Il treno deve partire alle ore 9.44.40 (sì, anche i secondi) ma parte alle 9.44.20, cioè con 20 secondi in anticipo. La società si è scusata con i passeggeri per gli eventuali disagi apportati. Può sembrare fantascienza, in un Paese come il nostro, dove un ritardo di 20 minuti è considerato quasi normale. Ma è la realtà delle ferrovie giapponesi. Il treno in questione era quello che partiva da Tsukuba diretto a Tokyo. E i treni partono tutti regolarmente, secondo l'orario previsto, preciso al secondo. La precisione è tale che i pendolari sincronizzano gli orologi con l'orario delle stazioni per non perdere le coincidenze. Anche se poi su certe linee riuscire ad entrare nei vagoni è una impresa titanica a causa del sovraffollamento. 

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